ascolto

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Commenti dei nostri esperti

Chi ascolta davvero i bambini?

Le trasformazioni sociali degli ultimi anni hanno reso ancora più difficile comprendere il mondo interiore dei minori. Ansia. Iperconnessione. Pressione sociale. Identità digitali. Isolamento relazionale. Bullismo. Violenza assistita. Povertà educativa. Fragilità familiari. Nessuno di questi fenomeni può essere letto attraverso una sola lente. Per questo motivo l’Europa ha bisogno di sviluppare strumenti sempre più avanzati di osservazione e comprensione dell’infanzia e dell’adolescenza. Non servono nuove tifoserie ideologiche. Servono più competenze. Più ricerca. Più formazione. Più capacità di ascolto. La centralità del minore non può essere uno slogan Per molti anni il dibattito pubblico si è concentrato prevalentemente sulle posizioni degli adulti. Le ragioni degli uni. Le ragioni degli altri. I diritti degli uni. I diritti degli altri. Molto meno spazio è stato dedicato a una domanda fondamentale: come sta davvero quel bambino? La centralità del minore non può essere un principio richiamato soltanto nei documenti o nelle dichiarazioni pubbliche.

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Genitorialità

Presenza emotiva: oltre la gestione quotidiana

La presenza emotiva è ciò che fa davvero la differenza nello sviluppo dei bambini.
Non basta esserci o gestire bene la quotidianità: conta come ci siamo.

Essere emotivamente presenti significa ascoltare, riconoscere le emozioni, rispondere con consapevolezza e creare uno spazio sicuro in cui il bambino possa crescere.

È nella qualità della relazione — più che nelle regole o nell’organizzazione — che si costruiscono fiducia, autonomia e benessere.

Non fare di più. Esserci meglio.

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Chi ascolta davvero i bambini?

Le trasformazioni sociali degli ultimi anni hanno reso ancora più difficile comprendere il mondo interiore dei minori. Ansia. Iperconnessione. Pressione sociale. Identità digitali. Isolamento relazionale. Bullismo. Violenza assistita. Povertà educativa. Fragilità familiari. Nessuno di questi fenomeni può essere letto attraverso una sola lente. Per questo motivo l’Europa ha bisogno di sviluppare strumenti sempre più avanzati di osservazione e comprensione dell’infanzia e dell’adolescenza. Non servono nuove tifoserie ideologiche. Servono più competenze. Più ricerca. Più formazione. Più capacità di ascolto. La centralità del minore non può essere uno slogan Per molti anni il dibattito pubblico si è concentrato prevalentemente sulle posizioni degli adulti. Le ragioni degli uni. Le ragioni degli altri. I diritti degli uni. I diritti degli altri. Molto meno spazio è stato dedicato a una domanda fondamentale: come sta davvero quel bambino? La centralità del minore non può essere un principio richiamato soltanto nei documenti o nelle dichiarazioni pubbliche.

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Presenza emotiva: oltre la gestione quotidiana

La presenza emotiva è ciò che fa davvero la differenza nello sviluppo dei bambini.
Non basta esserci o gestire bene la quotidianità: conta come ci siamo.

Essere emotivamente presenti significa ascoltare, riconoscere le emozioni, rispondere con consapevolezza e creare uno spazio sicuro in cui il bambino possa crescere.

È nella qualità della relazione — più che nelle regole o nell’organizzazione — che si costruiscono fiducia, autonomia e benessere.

Non fare di più. Esserci meglio.

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