Dalla Dott.ssa Alessandra Cova – Psicologa Clinica e Giuridica
Quattro ragazzini di età compresa tra i 10 e i 13 anni rubano a dei turisti l’auto, si mettono alla guida, sfrecciano ad alta velocità per le strade della città fino ad investire una donna di 71 anni che
stava camminando in una via del quartiere Gratosoglio di Milano.
Sono fuggiti appena dopo l’incidente, non hanno neanche pensato a fermarsi per controllare come stesse la donna.
Una ragazzina di tredici anni sfila in passerella in un concorso di bellezza riservato alle diciassettenni, concorso che dovrebbe consentire a queste ultime, al raggiungimento di partecipare al concorso di Miss Italia.
Due episodi comparsi nelle cronache di questi giorni dove i protagonisti sono ragazzi sotto i quattordici anni.
I quattro ragazzini sembra siano di origini italiane di etnia rom mentre la ragazzina è campana. Quello che colpisce è la giovane età dei protagonisti di queste vicende.
Sono tutti in un periodo della loro vita dove stanno abbandonando l’infanzia e entrando a pieno titolo nella adolescenza con tutto il travaglio e le difficoltà connesse a questo intenso periodo della vita.
Sono accomunati, come molti loro coetanei purtroppo, dal desiderio di crescere in fretta, di bruciare le tappe, di sentirsi grandi prima del tempo.
Alcuni, per eredità genetica, si trovano quasi subito ad interagire con un corpo da adulto ma tutti continuano ad avere un cervello, o una mente chiamatela come preferite, ancora in fase di sviluppo.
Il nome corretto per questa fase dello sviluppo è pre adolescenza, un periodi forti cambiamenti fisici, emotivi e sociali.
Sono spesso disorientati dei cambiamenti profondi che avvengono in loro, non solo allivellò fisico, e lo sviluppo emotivo è fortemente accelerato e, spesso, supera la maturazione cognitiva.
Si hanno sbalzi d’umore, impulsività, difficoltà a gesire le emozioni.
Il gruppo dei pari diventa sempre più importante a discapito di un allontanamento dai genitori da cui cercano maggiore autonomia.
Da un punto di vista strettamente neuro psicologico è importante ricordarsi che la corteccia pre frontale, fondamentale per le funzioni cognitive superiori quali il controllo degli impulsi , la pianificazione,
la presa di decisioni, la memoria di lavoro, è l’ultima parte delle aree cognitive che si sviluppa e in pre adolescenza è ancora immatura.
A questa parte sono demandate anche funzioni importanti quali la capacità di decidere e la capacità di giudizio.
Abbiamo quindi da una parte un cervello emotivo che che esercita un’azione incontrollata e dall’altra uno sviluppo del sistema ricontrollo cognitivo ancora incompleto.
Scusanti per spiegare quanto accaduto?
No assolutamente no. Una precisaione doverosa per comprendere quanto sia fondamentale in questo delicato periodo dello sviluppo la presenza di un mondo adulto di riferimento autorevole che trasmetta
valori ma non solo. Un mondo adulto che sia di supporto educativo in questo periodo attivando un ascolto effettivo e, perché no, sia determinante nel tenere il minore in un piano di realtà adatto alla sua età
senza spingerlo ad azioni troppo premature rispetto alla sua maturazione come ad esempio la partecipazione della tredicenne al concorso di bellezza riservato ad una fascia di età più matura.
Dal punto di vista della ragazzina questa esperienza è stata sicuramente una grande compensazione del suo desiderio di apparire e di essere ammirata ma è stata anche un’esperienza che non ha
tenuto minimamente in conto la sua fragilità psichica.
Per quanto riguarda l’episodio che ha coinvolto i ragazzini di Milano che ricordiamo non sono imputabili dal punto di vista strettamente giuridico, siamo di fronte a un episodio estremamente grave che non
può essere risolto o reinserendoli nelle loro famiglie né inserendoli in una comunità di riferimento senza aiutarli a comprendere quello che hanno fatto sia in termini di bravata (rubare l’auto) sia in termini di non
comprensione delle conseguenze (l’uccisione di una persona) né la non correttezza della strategia messa in atto dopo l’evento (la fuga).
Il modo adulto ha il dovere di interrogarsi sulle difficoltà con cui sta assolvendo al compito educativo, un mondo adulto che deve ritrovare la sua responsabilità nei confronti della generazione che sta crescendo
dove l’aiuto alla crescita non è aiutare ad eliminare la frustrazione.
Il mondo adulto deve evitare che passi il messaggio che qualsiasi atto si compia esiste sempre il modo di cavarsela senza troppo danno.
Bambini allo sbando e sistemi educativi falliti – I nostri esperti
Dalla Dott.ssa Alessandra Cova – Psicologa Clinica e Giuridica
Quattro ragazzini di età compresa tra i 10 e i 13 anni rubano a dei turisti l’auto, si mettono alla guida, sfrecciano ad alta velocità per le strade della città fino ad investire una donna di 71 anni che
stava camminando in una via del quartiere Gratosoglio di Milano.
Sono fuggiti appena dopo l’incidente, non hanno neanche pensato a fermarsi per controllare come stesse la donna.
Una ragazzina di tredici anni sfila in passerella in un concorso di bellezza riservato alle diciassettenni, concorso che dovrebbe consentire a queste ultime, al raggiungimento di partecipare al concorso di Miss Italia.
Due episodi comparsi nelle cronache di questi giorni dove i protagonisti sono ragazzi sotto i quattordici anni.
I quattro ragazzini sembra siano di origini italiane di etnia rom mentre la ragazzina è campana. Quello che colpisce è la giovane età dei protagonisti di queste vicende.
Sono tutti in un periodo della loro vita dove stanno abbandonando l’infanzia e entrando a pieno titolo nella adolescenza con tutto il travaglio e le difficoltà connesse a questo intenso periodo della vita.
Sono accomunati, come molti loro coetanei purtroppo, dal desiderio di crescere in fretta, di bruciare le tappe, di sentirsi grandi prima del tempo.
Alcuni, per eredità genetica, si trovano quasi subito ad interagire con un corpo da adulto ma tutti continuano ad avere un cervello, o una mente chiamatela come preferite, ancora in fase di sviluppo.
Il nome corretto per questa fase dello sviluppo è pre adolescenza, un periodi forti cambiamenti fisici, emotivi e sociali.
Sono spesso disorientati dei cambiamenti profondi che avvengono in loro, non solo allivellò fisico, e lo sviluppo emotivo è fortemente accelerato e, spesso, supera la maturazione cognitiva.
Si hanno sbalzi d’umore, impulsività, difficoltà a gesire le emozioni.
Il gruppo dei pari diventa sempre più importante a discapito di un allontanamento dai genitori da cui cercano maggiore autonomia.
Da un punto di vista strettamente neuro psicologico è importante ricordarsi che la corteccia pre frontale, fondamentale per le funzioni cognitive superiori quali il controllo degli impulsi , la pianificazione,
la presa di decisioni, la memoria di lavoro, è l’ultima parte delle aree cognitive che si sviluppa e in pre adolescenza è ancora immatura.
A questa parte sono demandate anche funzioni importanti quali la capacità di decidere e la capacità di giudizio.
Abbiamo quindi da una parte un cervello emotivo che che esercita un’azione incontrollata e dall’altra uno sviluppo del sistema ricontrollo cognitivo ancora incompleto.
Scusanti per spiegare quanto accaduto?
No assolutamente no. Una precisaione doverosa per comprendere quanto sia fondamentale in questo delicato periodo dello sviluppo la presenza di un mondo adulto di riferimento autorevole che trasmetta
valori ma non solo. Un mondo adulto che sia di supporto educativo in questo periodo attivando un ascolto effettivo e, perché no, sia determinante nel tenere il minore in un piano di realtà adatto alla sua età
senza spingerlo ad azioni troppo premature rispetto alla sua maturazione come ad esempio la partecipazione della tredicenne al concorso di bellezza riservato ad una fascia di età più matura.
Dal punto di vista della ragazzina questa esperienza è stata sicuramente una grande compensazione del suo desiderio di apparire e di essere ammirata ma è stata anche un’esperienza che non ha
tenuto minimamente in conto la sua fragilità psichica.
Per quanto riguarda l’episodio che ha coinvolto i ragazzini di Milano che ricordiamo non sono imputabili dal punto di vista strettamente giuridico, siamo di fronte a un episodio estremamente grave che non
può essere risolto o reinserendoli nelle loro famiglie né inserendoli in una comunità di riferimento senza aiutarli a comprendere quello che hanno fatto sia in termini di bravata (rubare l’auto) sia in termini di non
comprensione delle conseguenze (l’uccisione di una persona) né la non correttezza della strategia messa in atto dopo l’evento (la fuga).
Il modo adulto ha il dovere di interrogarsi sulle difficoltà con cui sta assolvendo al compito educativo, un mondo adulto che deve ritrovare la sua responsabilità nei confronti della generazione che sta crescendo
dove l’aiuto alla crescita non è aiutare ad eliminare la frustrazione.
Il mondo adulto deve evitare che passi il messaggio che qualsiasi atto si compia esiste sempre il modo di cavarsela senza troppo danno.
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