
Il minore deve rispondere. Ma lo Stato deve restare adulto
Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri ribalta il criterio di accertamento dell’imputabilità tra i 14 e i 18 anni. La responsabilità è necessaria, ma non può cancellare

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri ribalta il criterio di accertamento dell’imputabilità tra i 14 e i 18 anni. La responsabilità è necessaria, ma non può cancellare

Mancano migliaia di educatori e i nuovi asili PNRR rischiano di non aprire. UPIF: un nido non è un edificio, ma una comunità di relazioni.

Continuiamo a investire quando il disagio è già esploso. Ma le evidenze scientifiche raccontano una storia diversa: la prevenzione più efficace inizia nei primi anni di vita, quando si costruiscono le fondamenta della salute mentale, della capacità di autoregolarsi e della resilienza.

Ogni bambino nasce con un cervello straordinariamente plastico, ma incompleto. Le capacità di gestire le emozioni, tollerare la frustrazione e affrontare lo stress non si sviluppano spontaneamente: si costruiscono attraverso la qualità delle relazioni. È qui che inizia la vera prevenzione.
Quando parliamo di dipendenze adolescenziali, spesso interveniamo troppo tardi. Le neuroscienze dello sviluppo mostrano che la prevenzione non comincia davanti a una sostanza o a uno schermo, ma molto prima, nella qualità delle esperienze relazionali che accompagnano la crescita.

Le dipendenze giovanili non sono solo un problema di sostanze, ma il sintomo di un dolore che la società non riesce più a riconoscere. L’editoriale del Segretario Generale di Uguali per i Figli propone un cambio di paradigma: non rincorrere le emergenze, ma comprenderne le radici.

Le neuroscienze mostrano che un bambino cresce meglio quando trova adulti emotivamente disponibili e strutturalmente affidabili. Il problema non è la severità, ma la prevedibilità.

La riforma del Codice civile svizzero introduce il principio dell’educazione non violenta. Un passo importante che apre una domanda più grande: come proteggere i bambini dalle forme di violenza psicologica e relazionale?

Le ferite invisibili esistono e devono essere riconosciute. Ma la tutela dei minori richiede metodo, evidenze e rigore. L’editoriale del Segretario Generale di UPIF.

Le nuove ricerche sul dolore fetale non offrono soltanto dati alla medicina. Ci ricordano che la protezione dell’infanzia inizia ogni volta che impariamo a riconoscere una sofferenza anche quando non può ancora essere raccontata.

La scienza sta cambiando il modo in cui comprendiamo il dolore fetale e neonatale. Ma la domanda che interpella tutti noi è ancora più grande: quante volte aspettiamo che un bambino riesca a parlare prima di decidere di ascoltarlo?

Diciamolo chiaramente: se non si limita l’intervento ai casi davvero estremi, tanto vale portare via i bambini al novanta per cento delle famiglie. Perché, se si vuole, un’imperfezione si trova sempre, in ogni casa, in ogni famiglia, in ogni genitore. Il punto è proprio questo: da quando l’imperfezione è diventata una colpa tale da giustificare la separazione di un figlio dai suoi genitori?

Un principio semplice e rivoluzionario: ogni decisione che incide sulla vita di un bambino deve essere trasparente, verificabile e spiegabile. Il Manifesto UPIF per una nuova cultura della tutela dell’infanzia.

L’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto la tecnologia. Sta modificando il nostro rapporto con l’errore, l’attesa, la fragilità e l’imperfezione. E questo riguarda soprattutto le nuove generazioni.

Quando è giusto intervenire nella vita di una famiglia? L’editoriale del Segretario Generale di UPIF riflette sul difficile equilibrio tra tutela dei minori, responsabilità genitoriale e trasparenza delle istituzioni.

L’intelligenza artificiale sta entrando nella sfera più intima dell’essere umano. Ma il vero problema non riguarda il sesso o le relazioni virtuali. Riguarda la capacità delle nuove generazioni di costruire legami autentici con il mondo reale.

In un tempo in cui ai bambini vengono fornite continuamente istruzioni, forse la vera sfida educativa è un’altra: insegnare loro a osservare, comprendere e assumersi responsabilità. Perché il futuro non appartiene a chi aspetta indicazioni, ma a chi sa accorgersi dei bisogni degli altri e contribuire alla loro soluzione.

Quando un figlio arriva a rifiutare un genitore, il problema è già emerso. La tutela dell’infanzia non consiste nel riconoscere il danno quando diventa evidente, ma nel prevenirne la formazione.

Il diritto del minore ad essere ascoltato rappresenta una delle più importanti conquiste della moderna tutela dell’infanzia. Tuttavia, ascoltare un bambino non significa chiedergli di scegliere tra i propri genitori o attribuirgli responsabilità che appartengono agli adulti. L’articolo approfondisce il significato autentico dell’ascolto, i rischi dell’adultizzazione e del conflitto di lealtà e il ruolo di genitori, professionisti e istituzioni nella protezione del benessere dei minori.

Sempre più bambini crescono all’interno di conflitti genitoriali che non si risolvono con la separazione. Mauro Sica riflette su una nuova forma di disuguaglianza, quella relazionale, e richiama la responsabilità della comunità educante nel proteggere il benessere emotivo dei minori.

Manipolare un figlio contro l’altro genitore può costare l’affidamento. Ma il vero problema è arrivarci troppo tardi. – Con l’ordinanza n. 20033 del 15 giugno 2026, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio destinato a incidere profondamente nel dibattito sul diritto di famiglia

La decisione della Spagna di escludere il ricorso all’alienazione parentale riapre in Europa il dibattito sui diritti dei minori. Per UPIF la questione centrale non è difendere o contestare una teoria, ma costruire sistemi capaci di ascoltare davvero i bambini e mettere il loro benessere al centro delle decisioni.

Quando un bambino diventa adulto troppo presto: la storia di Beatrice e il valore della funzione educativa. La tragica vicenda della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta a Bordighera, ha suscitato dolore e sgomento in tutto il Paese. Di fronte a fatti così gravi è necessario anzitutto mantenere rispetto per il lavoro della magistratura e per le persone coinvolte. Tra gli elementi più toccanti emersi dalla vicenda vi è il ruolo della sorella maggiore, una bambina di nove anni che avrebbe cercato di prendersi cura della sorellina e di segnalare ciò che stava accadendo.

Le condizioni che determinano il benessere delle persone nascono molto prima dell’età adulta. Nascono nell’infanzia, nelle relazioni e nelle opportunità che una comunità è capace di offrire ai propri bambini.

Nell’era dell’intelligenza artificiale, educare significa aiutare bambini e ragazzi a sviluppare pensiero critico, relazioni autentiche e consapevolezza. A partire dalla nuova enciclica Magnifica Humanitas, riflettiamo sul ruolo di scuola, famiglie e comunità nell’accompagnare la crescita dei minori nel tempo della complessità digitale.

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri ribalta il criterio di accertamento dell’imputabilità tra i 14 e i 18 anni. La responsabilità è

Mancano migliaia di educatori e i nuovi asili PNRR rischiano di non aprire. UPIF: un nido non è un edificio, ma una comunità di relazioni.

Continuiamo a investire quando il disagio è già esploso. Ma le evidenze scientifiche raccontano una storia diversa: la prevenzione più efficace inizia nei primi anni di vita, quando si costruiscono le fondamenta della salute mentale, della capacità di autoregolarsi e della resilienza.

Ogni bambino nasce con un cervello straordinariamente plastico, ma incompleto. Le capacità di gestire le emozioni, tollerare la frustrazione e affrontare lo stress non si sviluppano spontaneamente: si costruiscono attraverso la qualità delle relazioni. È qui che inizia la vera prevenzione.
Quando parliamo di dipendenze adolescenziali, spesso interveniamo troppo tardi. Le neuroscienze dello sviluppo mostrano che la prevenzione non comincia davanti a una sostanza o a uno schermo, ma molto prima, nella qualità delle esperienze relazionali che accompagnano la crescita.

Le dipendenze giovanili non sono solo un problema di sostanze, ma il sintomo di un dolore che la società non riesce più a riconoscere. L’editoriale del Segretario Generale di Uguali per i Figli propone un cambio di paradigma: non rincorrere le emergenze, ma comprenderne le radici.

Le neuroscienze mostrano che un bambino cresce meglio quando trova adulti emotivamente disponibili e strutturalmente affidabili. Il problema non è la severità, ma la prevedibilità.

La riforma del Codice civile svizzero introduce il principio dell’educazione non violenta. Un passo importante che apre una domanda più grande: come proteggere i bambini dalle forme di violenza psicologica e relazionale?

Le ferite invisibili esistono e devono essere riconosciute. Ma la tutela dei minori richiede metodo, evidenze e rigore. L’editoriale del Segretario Generale di UPIF.

Le nuove ricerche sul dolore fetale non offrono soltanto dati alla medicina. Ci ricordano che la protezione dell’infanzia inizia ogni volta che impariamo a riconoscere una sofferenza anche quando non può ancora essere raccontata.

La scienza sta cambiando il modo in cui comprendiamo il dolore fetale e neonatale. Ma la domanda che interpella tutti noi è ancora più grande: quante volte aspettiamo che un bambino riesca a parlare prima di decidere di ascoltarlo?

Diciamolo chiaramente: se non si limita l’intervento ai casi davvero estremi, tanto vale portare via i bambini al novanta per cento delle famiglie. Perché, se si vuole, un’imperfezione si trova sempre, in ogni casa, in ogni famiglia, in ogni genitore. Il punto è proprio questo: da quando l’imperfezione è diventata una colpa tale da giustificare la separazione di un figlio dai suoi genitori?

Un principio semplice e rivoluzionario: ogni decisione che incide sulla vita di un bambino deve essere trasparente, verificabile e spiegabile. Il Manifesto UPIF per una nuova cultura della tutela dell’infanzia.

L’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto la tecnologia. Sta modificando il nostro rapporto con l’errore, l’attesa, la fragilità e l’imperfezione. E questo riguarda soprattutto le nuove generazioni.

Quando è giusto intervenire nella vita di una famiglia? L’editoriale del Segretario Generale di UPIF riflette sul difficile equilibrio tra tutela dei minori, responsabilità genitoriale e trasparenza delle istituzioni.

L’intelligenza artificiale sta entrando nella sfera più intima dell’essere umano. Ma il vero problema non riguarda il sesso o le relazioni virtuali. Riguarda la capacità delle nuove generazioni di costruire legami autentici con il mondo reale.

In un tempo in cui ai bambini vengono fornite continuamente istruzioni, forse la vera sfida educativa è un’altra: insegnare loro a osservare, comprendere e assumersi responsabilità. Perché il futuro non appartiene a chi aspetta indicazioni, ma a chi sa accorgersi dei bisogni degli altri e contribuire alla loro soluzione.

Quando un figlio arriva a rifiutare un genitore, il problema è già emerso. La tutela dell’infanzia non consiste nel riconoscere il danno quando diventa evidente, ma nel prevenirne la formazione.

Il diritto del minore ad essere ascoltato rappresenta una delle più importanti conquiste della moderna tutela dell’infanzia. Tuttavia, ascoltare un bambino non significa chiedergli di scegliere tra i propri genitori o attribuirgli responsabilità che appartengono agli adulti. L’articolo approfondisce il significato autentico dell’ascolto, i rischi dell’adultizzazione e del conflitto di lealtà e il ruolo di genitori, professionisti e istituzioni nella protezione del benessere dei minori.

Sempre più bambini crescono all’interno di conflitti genitoriali che non si risolvono con la separazione. Mauro Sica riflette su una nuova forma di disuguaglianza, quella relazionale, e richiama la responsabilità della comunità educante nel proteggere il benessere emotivo dei minori.

Manipolare un figlio contro l’altro genitore può costare l’affidamento. Ma il vero problema è arrivarci troppo tardi. – Con l’ordinanza n. 20033 del 15 giugno 2026, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio destinato a incidere profondamente nel dibattito sul diritto di famiglia

La decisione della Spagna di escludere il ricorso all’alienazione parentale riapre in Europa il dibattito sui diritti dei minori. Per UPIF la questione centrale non è difendere o contestare una teoria, ma costruire sistemi capaci di ascoltare davvero i bambini e mettere il loro benessere al centro delle decisioni.

Quando un bambino diventa adulto troppo presto: la storia di Beatrice e il valore della funzione educativa. La tragica vicenda della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta a Bordighera, ha suscitato dolore e sgomento in tutto il Paese. Di fronte a fatti così gravi è necessario anzitutto mantenere rispetto per il lavoro della magistratura e per le persone coinvolte. Tra gli elementi più toccanti emersi dalla vicenda vi è il ruolo della sorella maggiore, una bambina di nove anni che avrebbe cercato di prendersi cura della sorellina e di segnalare ciò che stava accadendo.

Le condizioni che determinano il benessere delle persone nascono molto prima dell’età adulta. Nascono nell’infanzia, nelle relazioni e nelle opportunità che una comunità è capace di offrire ai propri bambini.

Nell’era dell’intelligenza artificiale, educare significa aiutare bambini e ragazzi a sviluppare pensiero critico, relazioni autentiche e consapevolezza. A partire dalla nuova enciclica Magnifica Humanitas, riflettiamo sul ruolo di scuola, famiglie e comunità nell’accompagnare la crescita dei minori nel tempo della complessità digitale.