L’abuso diagnostico: una discussione in atto.

“L’ABUSO DIAGNOSTICO SUI BAMBINI È LA NUOVA ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA DELLA FILIERA PSICHIATRICA.
È URGENTE UNA CHIAMATA ALLE ARMI:
AMBURGO 3 LUGLIO 2026.
CI VEDIAMO LÀ.”

Vincenza Palmieri, Ambasciatrice per i Diritti Umani e fondatrice dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare

E si che ce n’è un bisogno davvero urgente, arrivati a questo punto, fino a quando cioè pensavamo che per portare via i bambini dai propri genitori, si trattasse di un intervento extrema ratio, cioè da adottare solo nei casi più gravi come genitori tossicodipendenti, alcolisti, violenti, sfruttatori, coinvolti in attività criminali o situazioni simili.

Invece, con mia enorme meraviglia, sento delle parole che mi fanno rabbrividire pronunciate addirittura da Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione magistrati per i minori e per la famiglia (AIMMF), spiegando quando, secondo i magistrati minorili, è necessario invece intervenire per la tutela dei bambini.

Le sue affermazioni rispondono esattamente e finalmente alle migliaia di domande che da mesi circolano sui fb:

“Come mai hanno portato via quei bambini felici ai loro genitori così amorevoli, premutosi e attenti?”

E’ proprio Claudio Cottatellucci, che ci da’ la risposta breve e pungente prendendo come esempio la famiglia del bosco, esprimendosi con queste parole decisamente glaciali e inaspettate:

«Il caso di Palmoli segnala un dato culturale preoccupante.  C’è una tendenza diffusa, di cui alcuni media si sono fatti portavoce, che vorrebbe limitare le possibilità di intervento di protezione dei minori a pochi casi estremi.

Ma questo abbassa il livello di tutela sia da parte del sistema giudiziario sia da parte del welfare, ed espone bambini e ragazzi a gravi rischi. Per questo noi magistrati minorili diciamo no. Si tratta di una china pericolosa».

Lascio a voi l’ardua sentenza.  Io dico la mia:

Ma allora diciamolo chiaramente: se non si limita l’intervento ai casi davvero estremi, tanto vale portare via i bambini al novanta per cento delle famiglie. Perché, se si vuole, un’imperfezione si trova sempre, in ogni casa, in ogni famiglia, in ogni genitore.  Il punto è proprio questo: da quando l’imperfezione è diventata una colpa tale da giustificare la separazione di un figlio dai suoi genitori?

Tra l’altro Cottatellucci è tornato di recente insieme a Anna Maria Casaburi ad esprimersi indignato per gli interventi di Carlo Nordio e del garante dell’infanzia e adolescenza, Marina Terragni, sui coniugi Trevallion ed i loro bambini, strap­pati ai geni­tori e infi­lati den­tro un gine­praio di peri­zie, carte bol­late e sen­tenze senza fine. Hanno avuto l’ardire di chiamare gli interventi di Nordio e Terragni,  “indebite ingerenze”, proprio adesso che sembra finalmente vicina una riconciliazione.

“Solo il rispetto rigo­roso dei rispet­tivi ruoli ed ambiti isti­tu­zio­nali può assi­cu­rare lo svol­gi­mento delle deli­cate fun­zioni giu­di­ziali mino­rili”, e’ stata la sin­tesi di un comu­ni­cato che somi­glia più a una dichia­ra­zione di guerra, fir­mato dal segre­ta­rio Aimmf Anna Maria Casa­buri e dal pre­si­dente Clau­dio Cot­ta­tel­lucci.

Ecco perché le parole di Vincenza Palmieri risultano vitali.

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