Tuteliamo e promuoviamo i diritti dei minori, mettendo al centro la loro dignità, la loro crescita, la continuità affettiva, educativa e relazionale, e il loro pieno interesse in ogni ambito della vita familiare e sociale.
Lavoriamo perché ogni figlio sia davvero tutelato, ascoltato e riconosciuto come persona, oggi e nel suo futuro.
Uguali per i Figli è un Ente del Terzo Settore che opera per la tutela, la promozione e la piena affermazione dei diritti dei minori. Lavoriamo per portare al centro del dibattito pubblico, istituzionale e culturale il superiore interesse del minore, sostenendo una visione della famiglia, della genitorialità e della comunità educante fondata su responsabilità, equilibrio, ascolto e tutela effettiva.
COSA FACCIAMO
Costruiamo visione, tutela e proposta
Cultura, educazione e prevenzione delle fragilità giovanili
Lavoriamo per diffondere consapevolezza sui fattori culturali, educativi, relazionali e digitali che incidono sulla crescita di bambini e adolescenti, promuovendo prevenzione, ascolto e responsabilità condivisa.
Promuoviamo una nuova cultura dell’infanzia e della responsabilità adulta
Diffondiamo una visione più matura e contemporanea del rapporto tra minori, famiglia, scuola, comunità educante e società, fondata su responsabilità, equilibrio, rispetto dei diritti e centralità della crescita del bambino e dell’adolescente.
Offriamo un punto di riferimento
Mettiamo a disposizione ascolto, orientamento, informazione e contenuti utili per famiglie, operatori, professionisti e cittadini che vogliono comprendere meglio i temi che riguardano i minori e la loro tutela.
Costruiamo visione, tutela e proposta
Promuoviamo una cultura dei diritti dei minori più attuale, concreta e capace di incidere nella società, nelle istituzioni, nei territori e nelle relazioni educative.
Dialoghiamo con le istituzioni
Promuoviamo interlocuzioni, proposte e contributi sui temi che riguardano i minori, con l’obiettivo di rafforzare politiche, norme e prassi più efficaci, più eque e più aderenti ai loro diritti e bisogni reali.
STORIE, TESTIMONANZE E PERCORSI
Diamo voce a esperienze, impegno e buone pratiche
MIRIAM | 14 ANNI
All’inizio non parlavo, non sapevo se quel posto fosse anche per me. Poi ho iniziato a restare. Un libro, poi un altro. E pian piano ho capito che lì potevo esserci anch’io.
Miriam viveva in un contesto difficile, dove le opportunità non erano molte e la scuola, da sola, faceva fatica a compensare tutto. Poi, quasi per caso, è entrata in una piccola biblioteca di quartiere che aveva deciso di aprirsi ai bambini e ai ragazzi con laboratori di lettura, incontri, attività creative e spazi di studio condiviso. All’inizio osservava soltanto. Poi ha iniziato a fermarsi, a prendere confidenza, a leggere, a partecipare. Quello spazio è diventato un punto di riferimento: non solo un luogo fisico, ma un ambiente capace di riconoscerla, valorizzarla e farle intuire che il mondo poteva offrirle qualcosa di più di ciò che aveva visto fino a quel momento. Con il tempo, Mariam ha ritrovato fiducia nelle proprie capacità, ha migliorato il suo rapporto con lo studio e ha costruito relazioni nuove, sane, positive. Quando un territorio offre ai minori luoghi belli, aperti, accessibili e intelligenti, non sta semplicemente organizzando attività. Sta creando condizioni reali di crescita, dignità e futuro.
Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra avere un senso chiaro. E poi, improvvisamente, qualcosa cambia. Per Elia Caneppele, giovane imprenditore veneto, quel momento coincide con la diagnosi del figlio: disturbo dello spettro autistico.
Un evento che segna una frattura profonda, ma anche l’inizio di un percorso nuovo.
Fino a quel momento, l’autismo era un tema lontano. Non conosciuto, non vissuto, non approfondito. Poi diventa realtà.
La diagnosi di autismo: il punto di rottura
Ricevere una diagnosi di autismo per il proprio figlio è uno di quei momenti che ridefiniscono completamente la percezione della vita.
Non è solo una comunicazione clinica. È un cambiamento di prospettiva.
Per molti genitori, il primo impatto è fatto di:
disorientamento
difficoltà nel reperire informazioni chiare
senso di isolamento
Anche per Elia è stato così. La necessità di comprendere diventa immediata. Non teorica, ma concreta.
Comprendere per accompagnare.
Comprendere per essere padre fino in fondo.
Il ruolo del padre nella genitorialità fragile
Uno degli elementi più rilevanti di questa storia è il ruolo attivo del padre.
In un contesto in cui spesso la narrazione sulla disabilità è focalizzata su aspetti sanitari o assistenziali, emerge invece una dimensione fondamentale: la responsabilità genitoriale condivisa.
Il padre non è spettatore:
È presenza.
È guida.
È riferimento.
La storia di Elia rappresenta un modello contemporaneo di genitorialità consapevole, in cui il padre assume un ruolo attivo nella comprensione e nella gestione della fragilità.
Dalla difficoltà personale a un progetto collettivo
Di fronte alla complessità delle informazioni sull’autismo, spesso frammentate, tecniche e poco accessibili, nasce una consapevolezza: il problema non è solo individuale, ma sistemico. Molte famiglie vivono la stessa difficoltà. Da qui prende forma un’idea:
Nasce Autismo.it: informazione, supporto, comunità
Dall’esperienza personale nasce Autismo.it, una piattaforma digitale dedicata all’informazione e al supporto delle famiglie. Non un progetto astratto, ma una risposta concreta.
Un luogo dove:
trovare informazioni accessibili
orientarsi tra contenuti complessi
condividere esperienze
sentirsi meno soli
L’obiettivo è chiaro: trasformare l’esperienza personale in valore condiviso.
Dare strumenti.
Dare voce.
Dare direzione.
Autismo e società: il valore della consapevolezza
L’autismo non riguarda solo la dimensione familiare. È un tema sociale, culturale, educativo.
Richiede:
informazione corretta
sensibilizzazione
inclusione reale
Storie come questa contribuiscono a costruire una nuova cultura della disabilità, fondata sulla comprensione e non sulla distanza.
Una storia che rappresenta molte famiglie
Quella di Elia Caneppele non è solo una storia individuale. È una rappresentazione di ciò che vivono molte famiglie in Italia.
È il racconto di un passaggio:
dalla fragilità alla responsabilità
dall’incertezza all’azione
dalla solitudine alla condivisione
UPIF – Uguali per i Figli
Uguali per i Figli promuove una visione della genitorialità fondata sulla centralità del minore e sulla responsabilità attiva di entrambi i genitori. In questo contesto, testimonianze come questa assumono un valore fondamentale.
Perché ogni figlio:
ha diritto ad essere compreso
ha diritto ad essere accompagnato
ha diritto ad avere accanto genitori presenti e consapevoli
L’autismo, come ogni fragilità, non è una distanza. È una chiamata.
La Scelta di un’intera Classe: Più Vita, Meno Schermi
Un gruppo di genitori di una scuola media, preoccupato per il tempo eccessivo che i figli passavano sui social, ha contattato l’associazione. Insieme, abbiamo organizzato non un convegno per adulti, ma un laboratorio interattivo per i ragazzi, mostrando loro che le esperienze reali, come lo sport, l’arte e la natura, sono più appaganti di un “like”. Il risultato? I ragazzi stessi hanno deciso di lanciare una “sfida di disconnessione” di un giorno a settimana, riscoprendo la gioia di stare insieme e dimostrando che il bisogno di relazioni autentiche è più forte di qualsiasi algoritmo.
Dare voce ai diritti dei minori significa costruire una società più giusta, consapevole responsabile.
Giornalista, scrittrice e promotrice di progetti culturali e sociali di rilievo nazionale, Claudia Conte affianca Uguali per i Figli come Testimonial dell’Associazione, condividendone i valori fondanti:
la tutela dei minori
il contrasto al disagio giovanile
la cultura della legalità e il diritto di ogni figlio a crescere nel rispetto, nell’ascolto e nell’equilibrio affettivo.
La sua adesione rappresenta un segno concreto di attenzione e responsabilità verso le nuove generazioni e le famiglie.
Relazioni, benessere, consapevolezza e responsabilità adulta nell’epoca degli schermi e delle connessioni permanenti.
Crescere Bene nel Digitale è un progetto di Uguali per i Figli dedicato al rapporto tra minori, tecnologia, relazioni educative e nuove fragilità.
Il digitale fa ormai parte in modo strutturale della vita quotidiana di bambini e adolescenti. Attraversa il tempo libero, la scuola, le relazioni, il linguaggio, l’accesso alle informazioni, l’identità e persino il modo in cui si costruisce la percezione di sé e degli altri.
Per questo motivo, parlare di minori oggi significa necessariamente interrogarsi anche sulla qualità della loro crescita nell’ambiente digitale.
Cultura, arte, lettura, spazi educativi e comunità per una crescita più sana, più inclusiva e più umana dei minori.
Bellezza che Educa è un progetto di Uguali per i Figli pensato per promuovere il valore educativo della bellezza nella vita dei bambini e degli adolescenti.
Crediamo che la tutela dei minori non riguardi soltanto la protezione dai rischi, dalle fragilità e dalle diseguaglianze, ma anche la possibilità concreta di crescere in ambienti ricchi di stimoli culturali, relazioni significative, esperienze artistiche, occasioni di scoperta e percorsi di partecipazione.
La bellezza, infatti, non è un elemento accessorio. È una dimensione fondamentale della crescita.
Riguarda gli spazi, i linguaggi, i libri, le esperienze, il modo in cui un bambino viene accolto, ascoltato, accompagnato e messo in relazione con il mondo.
Oggi le imprese non sono più chiamate solo a generare valore economico.
Sono chiamate a generare valore sociale.
La sostenibilità non è più una scelta.
È una responsabilità.
E tra tutte le responsabilità, ce n’è una che riguarda il futuro di tutti:
quella verso i figli.
Crescere un figlio in un contesto sociale fragile significa aumentare le disuguaglianze, ridurre le opportunità e compromettere il capitale umano del Paese.
Per questo nasce “Imprese per i Figli”: un programma che coinvolge il mondo aziendale nella costruzione di un impatto sociale concreto, misurabile e sostenibile.
In questo webinar , inserito nel palinsesto del Festival dello Sviluppo Sostenibile ASviS, tre esperti dialogano sulle sfide educative e genitoriali della Generazione Alpha , con uno sguardo orientato ai futuri possibili
Anna Giardi, pedagogista
Mario Cusmai, futurista ed esperto di futures literacy
Paolo Ricci, maestro della gioia
Alessandra Pugliese, docente di scuola primaria
Un confronto aperto che mette al centro il benessere dei bambini e la qualità dei contesti di crescita , con uno sguardo all’ecosistema futuro .
KID PASS DAYS - 2 maggio dalle 10 alle 18. Uguali per i Figli sarà presente con laboratori e attività al grande evento per grandi e piccoli per lanciare la dodicesima edizione dei Kid Pass Days l’iniziativa nazionale dedicata alle famiglie per scoprire il patrimonio culturale, storico, artistico e scientifico di tutta Italia.
UPIF – Uguali per i Figli ETS è tra gli enti promotori della Maratona Bullismo 2026, la grande iniziativa nazionale in programma il 20 e 21 maggio a Roma, tra Piazza Mastai e il Palazzo dell’Informazione Adnkronos, dedicata alla prevenzione del bullismo e del disagio giovanile. L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, nasce per rafforzare la cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità condivisa verso le nuove generazioni.
Organizziamo incontri, momenti di confronto e iniziative pubbliche per accrescere l’attenzione sui diritti dei minori, sul ruolo della comunità educante e sulle trasformazioni che incidono sulla loro crescita, inclusi ambiente digitale, linguaggi, relazioni e nuove fragilità sociali.
UPIF ha preso parte alla Giornata europea contro le molestie, un’importante occasione di confronto pubblico sul tema della prevenzione, della protezione dei minori e della responsabilità educativa nei contesti sportivi, scolastici e sociali.
UPIF ha partecipato al Senato della Repubblica al convegno sul Terzo Settore come pilastro di coesione sociale. Mauro Sica è intervenuto su invito diretto dell’On. Bruno Molea come Segretario Generale di Uguali per i Figli.
Una presenza nel dibattito istituzionale dedicato alla responsabilità nazionale verso i minori, tra prevenzione, alleanze educative, sicurezza sociale e contrasto al disagio giovanile.
Abbiamo deciso di patrocinare un film contro il bullismo per dare voce ai ragazzi, sensibilizzare i genitori e promuovere il dialogo tra scuola, famiglia e società.
Accendiamo il cielo dei nostri figli: sosteniamo opere che rompono il silenzio del bullismo,
danno voce a chi non osa parlare e aiutano genitori, scuole e comunità a costruire dialogo, ascolto e cura.
Grande partecipazione all’evento organizzato dall’Associazione Uguali per i Figli – ODV/ETS a Milano, dal titolo “Noi ci siamo: l’abbraccio tra arte, cultura e diritti per una nuova stagione della responsabilità genitoriale”.
Un appuntamento che ha saputo intrecciare impegno sociale, cultura e arte, rilanciando con forza la missione dell’Associazione: tutelare i minori e promuovere una genitorialità responsabile, fondata sulla parità e sull’unità di madre e padre.
Uno spazio di analisi, riflessione e informazione dedicato ai temi che incidono sulla crescita, sulla tutela e sul futuro dei minori, nella famiglia, nella scuola e nella società.
Dalla riflessione sulla paternità emerge un limite culturale ancora irrisolto: continuiamo a discutere dei diritti degli adulti invece di partire dai bisogni evolutivi dei bambini. L’editoriale del Segretario Generale di Uguali per i Figli propone un autentico cambio di paradigma.
L’ascolto dell’infanzia non comincia quando un bambino parla. Comincia quando gli adulti imparano a riconoscere ciò che comunica anche senza parole. Il Manifesto UPIF.
La scienza sta cambiando il modo in cui comprendiamo il dolore fetale e neonatale. Ma la domanda che interpella tutti noi è ancora più grande: quante volte aspettiamo che un bambino riesca a parlare prima di decidere di ascoltarlo?
Diciamolo chiaramente: se non si limita l’intervento ai casi davvero estremi, tanto vale portare via i bambini al novanta per cento delle famiglie. Perché, se si vuole, un’imperfezione si trova sempre, in ogni casa, in ogni famiglia, in ogni genitore. Il punto è proprio questo: da quando l’imperfezione è diventata una colpa tale da giustificare la separazione di un figlio dai suoi genitori?
I bambini crescono all'interno di relazioni, emozioni e appartenenze che contribuiscono alla costruzione della loro identità. Un articolo sul ruolo del benessere relazionale, della comunità educante e degli ambienti di crescita nello sviluppo armonico dei minori.
Quando un bambino diventa adulto troppo presto: la storia di Beatrice e il valore della funzione educativa. La tragica vicenda della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta a Bordighera, ha suscitato dolore e sgomento in tutto il Paese. Di fronte a fatti così gravi è necessario anzitutto mantenere rispetto per il lavoro della magistratura e per le persone coinvolte. Tra gli elementi più toccanti emersi dalla vicenda vi è il ruolo della sorella maggiore, una bambina di nove anni che avrebbe cercato di prendersi cura della sorellina e di segnalare ciò che stava accadendo.
Neuroscienze, psicologia dello sviluppo e ricerca internazionale indicano una nuova direzione: il futuro della tutela dell’infanzia passa dal paradigma child-centred. L’approfondimento di Uguali per i Figli.
I dati sulle dipendenze adolescenziali continuano a peggiorare. Ma se continuiamo a concentrarci solo sulle sostanze, sul gioco d’azzardo o sugli schermi, rischiamo di perdere la domanda più importante: che cosa stanno cercando di anestetizzare i nostri ragazzi?
L’ascolto dell’infanzia non comincia quando un bambino parla. Comincia quando gli adulti imparano a riconoscere ciò che comunica anche senza parole. Il Manifesto UPIF.
L’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto la tecnologia. Sta modificando il nostro rapporto con l’errore, l’attesa, la fragilità e l’imperfezione. E questo riguarda soprattutto le nuove generazioni.
In un tempo in cui ai bambini vengono fornite continuamente istruzioni, forse la vera sfida educativa è un’altra: insegnare loro a osservare, comprendere e assumersi responsabilità. Perché il futuro non appartiene a chi aspetta indicazioni, ma a chi sa accorgersi dei bisogni degli altri e contribuire alla loro soluzione.
Nell’era dell’intelligenza artificiale, educare significa aiutare bambini e ragazzi a sviluppare pensiero critico, relazioni autentiche e consapevolezza. A partire dalla nuova enciclica Magnifica Humanitas, riflettiamo sul ruolo di scuola, famiglie e comunità nell’accompagnare la crescita dei minori nel tempo della complessità digitale.
Continuiamo a investire quando il disagio è già esploso. Ma le evidenze scientifiche raccontano una storia diversa: la prevenzione più efficace inizia nei primi anni di vita, quando si costruiscono le fondamenta della salute mentale, della capacità di autoregolarsi e della resilienza.
Ogni bambino nasce con un cervello straordinariamente plastico, ma incompleto. Le capacità di gestire le emozioni, tollerare la frustrazione e affrontare lo stress non si sviluppano spontaneamente: si costruiscono attraverso la qualità delle relazioni. È qui che inizia la vera prevenzione.
Quando parliamo di dipendenze adolescenziali, spesso interveniamo troppo tardi. Le neuroscienze dello sviluppo mostrano che la prevenzione non comincia davanti a una sostanza o a uno schermo, ma molto prima, nella qualità delle esperienze relazionali che accompagnano la crescita.
Le dipendenze giovanili non sono solo un problema di sostanze, ma il sintomo di un dolore che la società non riesce più a riconoscere. L’editoriale del Segretario Generale di Uguali per i Figli propone un cambio di paradigma: non rincorrere le emergenze, ma comprenderne le radici.
Le neuroscienze mostrano che un bambino cresce meglio quando trova adulti emotivamente disponibili e strutturalmente affidabili. Il problema non è la severità, ma la prevedibilità.
Se condividi una visione seria, concreta e responsabile della tutela dei minori, puoi affiancarci nelle nostre attività, nei progetti, negli eventi e nei percorsi di sensibilizzazione.
Entrare in Uguali per i Figli significa contribuire alla costruzione di una realtà sempre più autorevole, capace di incidere culturalmente, socialmente e istituzionalmente sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza.
Stiamo costruendo la nostra rete di referenti in ogni regione e città per essere un punto di riferimento concreto per le famiglie. Se hai tempo, competenze e passione da dedicare alla nostra causa, candidati per entrare nella nostra struttura operativa. Cerchiamo persone pronte a organizzare, ascoltare e agire sul territorio.”
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