Affidamento ai Servizi Sociali e conferimento di poteri sostanziali al Curatore Speciale: il Tribunale di Matera ribadisce la centralità del minore quando entrambi i genitori risultano inadeguati

Il caso

Con la sentenza del 17 giugno 2026 il Tribunale di Matera affronta una delle ipotesi più complesse che possano presentarsi nel diritto di famiglia: quella in cui entrambi i genitori vengono ritenuti, allo stato degli atti, incapaci di garantire adeguatamente il superiore interesse del figlio.

Il provvedimento dispone il mantenimento della collocazione del minore presso una comunità educativa, conferma l’affidamento ai Servizi Sociali, limita l’esercizio della responsabilità genitoriale e attribuisce al Curatore Speciale significativi poteri di gestione economica e decisionale nell’interesse del minore.

Contestualmente, il Tribunale invita entrambi i genitori a intraprendere un percorso di sostegno alla genitorialità e una terapia familiare finalizzata al recupero delle competenze relazionali.

Si tratta di una decisione che rappresenta una delle più incisive forme di intervento previste dall’ordinamento quando il giudice ritiene che il sistema familiare non sia temporaneamente in grado di assicurare un ambiente sufficientemente protettivo per il bambino.

Gli aspetti giuridici di maggiore rilievo

La decisione presenta alcuni profili di particolare interesse.

In primo luogo, il Tribunale non individua un genitore “prevalentemente idoneo”, ma ritiene necessario limitare l’esercizio della responsabilità genitoriale di entrambi.

In secondo luogo, viene confermato il ruolo operativo dei Servizi Sociali, chiamati non soltanto a monitorare la situazione familiare ma anche ad assumere decisioni rilevanti in materia di istruzione, educazione e salute del minore.

Ulteriore elemento innovativo è rappresentato dal ruolo attribuito al Curatore Speciale, cui vengono conferiti poteri sostanziali nella gestione delle risorse economiche destinate al figlio, comprese le somme derivanti dall’assegno di mantenimento, dalle spese straordinarie e dall’assegno unico universale.

Il provvedimento evidenzia inoltre la volontà del Tribunale di accompagnare la tutela giudiziaria con un percorso terapeutico rivolto all’intero sistema familiare.

Il commento dell’Osservatorio Giurisprudenza UPIF

Ogni provvedimento che limita l’esercizio della responsabilità genitoriale rappresenta una delle decisioni più delicate che un giudice possa assumere.

Proprio per questa ragione, Uguali per i Figli ritiene che tanto più incisiva sia la misura adottata, tanto più rigoroso debba essere il percorso di accertamento che la precede.

L’Osservatorio non esprime valutazioni sul caso concreto, del quale non conosce integralmente gli atti processuali né il patrimonio probatorio.

La riflessione che questa decisione offre riguarda invece un principio di carattere generale.

Ogni vicenda familiare è unica.

Per questo motivo non esistono soluzioni standard applicabili automaticamente ai procedimenti caratterizzati da elevata conflittualità.

La presenza di un conflitto tra i genitori, infatti, non costituisce di per sé una diagnosi.

È piuttosto un elemento che impone di comprendere, con metodo scientifico e rigore istruttorio, quali siano le reali cause che lo determinano.

Le situazioni possono essere profondamente diverse tra loro: violenza domestica, manipolazioni relazionali, fragilità psicologiche, incapacità educative, eventi traumatici, difficoltà comunicative o altre condizioni che richiedono interventi differenti.

Ricondurre tutte queste realtà ad una medesima risposta rischierebbe di sacrificare proprio ciò che il diritto è chiamato a proteggere: l’individualità della storia di ciascun bambino.

Il principio che emerge

La sentenza del Tribunale di Matera richiama una riflessione più ampia. La tutela dell’infanzia non può fondarsi su automatismi.

Richiede invece un’attività istruttoria capace di distinguere il conflitto dalle sue cause, evitando che la conflittualità venga considerata, da sola, indice sufficiente di inidoneità genitoriale.

Per Uguali per i Figli, il superiore interesse del minore impone sempre una valutazione personalizzata, multidisciplinare e fondata su elementi concretamente verificabili.

Lo Stato deve essere fermo nella protezione del minore, ma altrettanto rigoroso nella ricerca della verità che giustifica ogni limitazione dei diritti fondamentali della famiglia.

È in questo equilibrio che si misura la qualità della giurisdizione minorile e la reale capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni dei bambini.

Fonte del provvedimento

Tribunale di Matera, sentenza 17 giugno 2026.

Nota dell’Osservatorio Giurisprudenza UPIF

L’Osservatorio Giurisprudenza di Uguali per i Figli analizza i provvedimenti giudiziari non per esprimere giudizi sui singoli magistrati o sulle parti coinvolte, ma per favorire una riflessione giuridica, scientifica e culturale orientata esclusivamente alla tutela del superiore interesse del minore.